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13 Dic 2011 - Le indennità dei parlamentari


Nel tentativo di calmare l'ondata anti-casta che sta montando nel Paese, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, torna ad assicurare tempi rapidi per il taglio delle indennità di deputati e senatori che riguarderanno anche i parlamentari eletti in questa legislatura. «Dai primi di gennaio - dice - se come prevedibile la commissione Giovannini non avrà concluso i lavori, procederemo autonomamente». Già domenica Fini aveva firmato con il collega del Senato, Renato Schifani, una nota indirizzata al presidente dell'Istat per sollecitare un'accelerazione nel completamento della ricognizione su stipendi e indennità percepite oltralpe. Il presidente della Camera: le modifiche entro gennaio Ora, però, davanti all'impasse che attanaglia il gruppo di tecnici guidato da Giovannini - i tempi rischiano di allungarsi fino ad aprile - Fini prova a compiere un passo avanti e assicura che comunque le Camere si muoveranno indipendentemente dall'esito dei lavori della commissione. «Il Parlamento - spiega ancora il presidente della Camera - e so di parlare anche a nome di Schifani, dai primi di gennaio si metterà al lavoro per concludere il prima possibile, entro la fine del mese». Fini e Schifani alla commissione Giovannini: fare presto Chissà se la precisazione di Fini servirà a contenere le critiche verso il Palazzo e soprattutto a cancellare l'immagine di una "casta" che, agli occhi dell'opinione pubblica, sembrerebbe sfuggire ai sacrifici richiesti al Paese. Dopo il varo della manovra,infatti, che assegnava al Governo la possibilità di intervenire con decreto legge in caso di ritardo nella conclusione dei lavori della commissione Giovannini - fissata per il 31 gennaio 2012 - i presidenti Fini e Schifani erano intervenuti per ricordare che le indennità dei parlamentari rientrano nell'autonomia delle Camere e che l'esecutivo non può intervenire in materia con un decreto legge. Il dietrofront del Governo Una precisazione che aveva fatto subito parlare di stop ai tagli con tanto di titoli sulla stampa e la precisazione piccata dei due presidenti delle Camere che, domenica scorsa, erano nuovamente intervenuti per chiarire i termini della questione e per chiedere un'accelerazione alla commissione Giovannini. Che aveva più volte sottolineato le difficoltà nel reperire le informazioni e quindi il rischio di uno slittamento dei lavori. Da qui, dunque, l'intervento dei due presidenti. Seguita, nelle ultime ore, dal dietrofront del Governo. Che, in uno degli emendamenti presentanti nelle commissioni Bilancio e Finanze di Montecitorio, "restituisce" al Parlamento il potere di rivedere le indennità. Ma soprattutto non stabilisce un termine per il riassetto degli stipendi degli onorevoli. Il Sole 24 Ore