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5 Dic 2011 - Un po' tablet e un po' notebook


Non sono tablet con la tastiera. Ma neppure portatili un po' fighetti. Gli ultrabook sono una nuova generazione di prodotti al confine tra tablet e notebook ma con una vocazione tutt'altro che ancillare. Partiamo dai limiti: non nascono come sfogliatori multimediali – se la missione è la consultazione del web meglio dotarsi di un iPad o tablet che dir si voglia – e non sostituiscono i computer professionali – inutile sperare di caricarci decine di programmi che occupa spazio e rischiano di girare lentamente. Sono pc da viaggio, estremamente sottili e leggeri. La punta avanzata del mobile computing studiati per chi ha bisogno di scrivere (e quindi di una tastiera vera) e di connettersi velocemente in rete (passionali dei social network, blogger e manager sempre in giro per il mondo ecc). Voluti fortissimamente da Intel (ma l'ispiratore come al solito è stata la Apple), potrebbero contrapporsi al tablet e secondo iSupply nel 2015 saranno il volto del cloud computing mobile. Attualmente lascia perplesso il prezzo, altino a parità di armamentario hardware con i più bruttini e pesanti notebook. Le vendite non sarebbero infatti decollate proprio per questo motivo. Ma è anche vero che il prodotto si sta facendo conoscere da poco. Anche per questo la scelta è stata quella di mettere a confronto quattro modelli, tutti con display da 13,3 pollici e peso che non supera 1,3 chili. Nella prova abbiamo tenuto conto della portabilità, delle velocità di connessione a internet, tempi di accensione e durata della batteria. In lizza Aspire S3 di Acer, Portégé Z830 di Toshiba, lo Zenbook UX31 di Asus e il Macbook Air di Apple. Complessivamente si distingue la macchina di Toshiba per equilibrio tra design e prestazioni. Tastiera morbida, connettività e portabilità convincenti per un portatile bello ma non superficiale. Segue da vicino il Macbook Air, il primo e il più coraggioso. Sul mercato già dall'estate di quest'anno è stato il prima super-portatile e super-sottile a rappresentare un'alternativa al normale notebook. Dalla sua ha una linea che ha fatto scuola (la concorrenza si è più che ispirata al suo design) e una serie di tecnologie di trasferimento dati molto comode se si appartiene all'ecosistema Apple. Look aggressivo e vocazione da manager rampante per l'Asus che peraltro si distingue per durata della batteria grazie anche in questo caso a una tecnologia proprietaria che dà ottimi risultati su questo fronte. Infine, sotto il profilo del prezzo il prodotto di Acer è una buona palestra per praticare questa mobilità spinta. Di Luca Tremolada - Il sole 24 ore