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20 Giu 2011 - Vacanze online: sette regole contro i pirati estivi


In prossimità delle vacanze spuntano i "topi del web". Ovvero gli specializzati in frodi e truffe online, più attivi nei mesi estivi, quando le aziende (meno coperte da controlli) diventano vulnerabili agli attacchi informatici. Nel 2010 sono state presentate 5051 denunce alla polizia postale da parte di utenti raggirati. Risultato: 285 persone sono state arrestate e 3965 hanno una denuncia sulle spalle. Il fenomeno non sembra in diminuzione, anche perchè il mercato degli acquisti online continua a espandersi. Oggi coinvolge circa 9 milioni di consumatori (quasi uno ogni famiglia) per un valore di 6,5 miliardi di euro (+15% rispetto all'anno scorso), esclusi scommesse e download digitali, con una stima di crescita del 19% (fonte Politecnico di Milano). I più esposti sono gli italiani con poca esperienza di ecommerce. Pensando a loro, PayPal ha realizzato una "Guida all'ecommerce sicuro", in collaborazione con la polizia postale e delle comunicazioni. L'obiettivo è aiutare i neofiti a comperare in modo sicuro e protetto. "Le truffe possonmo essere di due tipi - spiega Luca Cassina, country manager di PayPal Italia - : sul servizio che non viene erogato e sul bene di consumo". Quanto si rischia prenotando una vacanza? "Benchè il mercato del turismo rappresenti il 66% del nostro ecommerce, è più facile essere truffati nell'acquisto di oggetti piccoli e costrosi come gli smartphone e non su un biglietto aereo in quanto questo è nominativo - dice Cassina -. Certo, il raggiro può riguardare il soggiorno, in un albergo che none siste". Le brutte sorprese si evitano tenendo a mente sette regole d'oro: 1) controllare il rivenditore cercando il nome della società sui motori di ricerca; 2) leggere bene le condizioni di vendita e le caratteristiche del prodotto; 3) acquistare su siti "lucchettati" e con la "s" nell'indirizzo (no "http://www..." si "https://www...); 4) non condividere Pin e password; 5) tracciare la spedizione; 6) non rispondere alle mail di pishing. Infine, "mai fidarsi delle offerte troppo belle per essere vere, perchè in genere non sono vere" dice Cassina. Un consiglio specifico al consumatore che acquista con un clic: ascoltare chi ha già testato i siti. "Il passaparola e i commenti di chi ha fatto transazioni senza problemi è un buon elemento di valutazione", nota Cassina. Grazie ai social network è più difficile abbindolare i clienti. Di Paola Caruso - CorrierEconomia