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4 Apr 2011 - Sgravi fiscali al Sud; Tremonti ora accelera


ROMA - Aumenta il pressing delle parti sociali sul governo in particolare sul ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, affinchè vengano presto adottate misure di riforma del fisco. La mappa dell'evasione, messa a punto dall'Agenzia delle entrate e pubblicata ieri dal Corriere della Sera, dimostra la gravità del problema, nonstante i notevoli progressi nel recupero del gettito fatti negli ultimi anni. Sui redditi dove non c'è la ritenuta alla fonte si evadono in media 38 euro per ogni 10 euro di imposta versata, con punte di 66 euro in alcune zone del Mezzogiorno. I sindacati non si accontentano più dei soli successi nella lotta all'evasione (25 miliardi incassati da Agenzia, Inps, Equitalia nel 2010) ma chiedono al governo di alleggerire subito il prelievo sui lavoratori dipendenti e sui pensionati, Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che nelle ultime settimane ha incontrato e parlato spesso al telefono con Tremonti, preme per una riduzione delle aliquote Irpef sui primi scaglioni di reddito, in cambio di un aumento dell'Iva, in particolare sui beni di lusso. Anche la Confindustria chiede un taglio del prelievo su imprese e lavoratori. Confcommercio è invece contraria a ogni ipotese di aumento dell'Iva, perchè teme una diminuzione dei consumi, già bassi. Tremonti si trova in mezzo a queste spinte contrapposte mentre si prepara a scrivere il Pnr, il Piano nazionale di riforme che entro la fine del mese dovrà essere presentato a Bruxelles. Dentro questo documento il governo dovrà indicare il programma triennalie di riforme strutturali per tagliare la spesa pubblica e quindi il deficit e il debito e le misure per spingere la crescita dell'economia. Si punterà molto sull'accelerazione degli investimenti in opere pubbliche, ricerca e sviluppo, semplificando drasticamente le procedure per gli appalti e rinegoziando con le Regioni l'utilizzo delle risorse nazionali e comunitarie non spese. Secondo la ricognizione fatta dal ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto, rispetto a una dotazione complessiva di 234 miliardi di euro che l'Unione europea mette a disposizoone per il 2007-2013 per promuovere lo sviluppo delle Regioni ex Obiettivo 1 (Campania, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia) sono stati impegnati appena 3 miliardi, cioè l'1,3%. Per non perdere queste risorse il governo punta a convogliarle su poche grandi infrastrutture. E' chiaro che il governo si concentrerà su questo se, come dice lo stesso Tremonti, per far aumentare di più il Pil bisogna far crescere soprattutto il Sud, ancora troppo indietro rispetto al Paese. Altro punto qualificante sarà la richiesta all'Ue di una fiscalità di vantaggio per lo stesso Mezzogiorno. In particolare, si potrebbe negoziare con Bruxelles l'utilizzo dei fondi europei per lo sviluppo per finanziare il credito d'imposta. Quanto alla riforma del fisco, il ministro dell'Economia ha messo al lavoro da qualche mese quattro commissioni di esperti per preparare il disegno di legge delega che dovrebbe condurre alla riforma entro l'arco della legislatura, cioè prima delle elezioni 2013. Il progetto della riforma dovrebbe trovare posto anche nel Pnr mentre il governo deve ancora decidere se accogliere la richiesta di sgravi fiscali subito di Cisl e Uil (che su questo hanno fatto insieme una manifestazione nazionale) e delle altre parti sociali. Il Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che pure comprende le ragioni dei suoi diretti interlocutori, ritiene che se ci fossero risorse disponibili sarebbe bene utilizzarle per rafforzare gli incentivi al salario di prodruttività (tasato al 10% per i redditi fino a 40 mila euro), anzichè disperderle in piccole riduzioni generalizzate dall'Irpef delle quali, alla fine, come è avvenuto in passato, quasi nessuno si accorge. Ma su tutto resta il vincolo delle riforme a costo zero. In altri termini, se si toglie a qualcuno bisogna far pagare di più qualcun'altro. Ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha messo il fisco tra le riforme in programma:" Andiamo avanti con la possibilità di procedere verso la riforma di giustizia, la riforma costituzionale e la iforma delle tasse". Ma l'opposizione non ci crede. La riforma, dice il Leader del Pd Pierluigi Bersani, "non la può fare questo governo, che ha favorito con i condoni l'evasione fiscale". di Enr. Ma. - CorrierEconomia