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28 Mar 2011 - Trimestrali: come cavalcare il boom dei ricavi


Si impennano i ricavi ma i profitti salgono a rilento. E' questa l'inattesa conclusione della earning season, - la stagione dei risultati trimestrali delle società europee dell'indice Stoxx 600 - che giunge in questi giorni alle battute finali. Nel momento in cui circa l'80% delle maggiori società ha reso noti i risultati di consuntivo dell'ultimo trimestre 2010, gli analisti di Ubs sottolineano la forte crescita dei ricavi, che nel 60% delle imprese analizzate hanno battuto le stime (+ 32% il volume dei ricavi aggiuntivi). Contro il numero molto ristretto, appena il 2,9%, di società che sul totale del mercato hanno superato le previsioni di utile. Potrebbe sembrare un bilancio poco incoraggiante per il futuro delle borse europee - le cui performance sono connesse alla crescita degli utili aziendali - ma i principali osservatori sono convinti che questi numeri sostengano in realtà le aspettative di risultato. "Questi dati, soprattutto per quanto riguarda i profitti, hanno un impatto trascurabile sulle stime complessive dell'andamento degli utili, che nel 2011 saliranno del 15% e nel 2012 del 12,5%. Tuttavia a questi valori il mercato sta trattando le aziende ad un multiplo di appena 9,2 volte i profitti futuri e di conseguenza le valutazioni sono convenienti e potranno crescere", commenta la strategist di Ubs Karen Olney. "Le borse europee hanno perso circa il 10% rispetto ai massimi di quest'anno. Pensiamo che, dato il livello molto basso dei multipli cui le società sono trattate, e la crscita dei profitti sostanzialmente in linea con le attese , ci siano buoni margini per una ripresa delle performance", fa eco uno studio della banca d'affari Goldman Sachs. Peter Oppenheimer, che Goldman Sachs è lo stretegist azionario europeo, osserva che "il mercato ha continuato a premiare le società che hanno battuto le stime di utile con una sovra-performance dell'1% rispetto alla media dell'indice". Viceversa i titoli che hanno deluso le aspettative con profitti inferiori alle attese sono stati puniti con una performance dello 0,8% inferiore rispetto al listino. Se questi sono i dati medi del mercato europeo, l'analisi condotta a livello settoriale e di area geografica mostra una notevole dispersione dei risultati. "Alivello dei singoli paesi - sottolinea Olney - l'andamento peggiore degli utili si è registrato in Svizzera e nei paesi scandinavi". Il motivo di questa frenata dei profitti è legato all'apprezzamento del cambio. Sia il franco svizzero che la corona svedese si sono rinforzati del 15% contro euro da gennaio del 2009 ad oggi. Viceversa la svalutazione della sterlina ha giocato a favore dei gruppi del Regno Unito. Notevole dispersione dei risultati si registra anche a livello settoriale: la tabella indica una selezione dei titoli ad alto potenziale dei diversi comparti, a giudizio degli analisti di Ubs. Gli analisti zurighesi notano che le sorprese migliori si sono registrate nel settore dei semiconduttori, del software e delle auto. A questo punto, tuttavia, gli investitori farebbero bene a puntare su altri cavalli. " Per quanto riguarda l'hi tech la crescita della spesa per investimenti da parte delle imprese potrebbe favorire il comparto, ma questi guadagni potenziali sono già incorporati nei prezzi correnti", sostiene Olney. Analogamente "guardando al più lungo termine ci sono pochi margini di apprezzamento per i rpincipali gruppi del settore", conclude. Guardando invece ai comparti ad alto potenziale gli analisti di Ubs mettono in luce le buone prosepttive di farmaceutici, materiali di base e utilities. "Dal punto di vista delle valutazioni il settore della salute viene scambiato attualmente al livello valutativo più basso degli ultimi 20 anni". Tra i titoli preferiti nel comparto gli analisti di Ubs segnalano Glaxo e Novartis. Piace anche il settore dei materiali di base, con in testa il gruppo estrattivo britannico Bhp Billiton e la conglomerata dell'acciaio ThyssenKrupp. Mentre fra le utilities, il maggior potenziale di apprezzamento spetta ai gruppi integrati, tra cui Enel, soprattutto per ragioni valutative. di Marco Sabella - CorrierEconomia