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21 Mar 2011 - Ripresa: dove il decollo è diventato più veloce


L'export delle piccole e medie imprese decolla sempre più spesso. Il cargo aereo in Italia nel 2010 è cresciuto del 18% sul 2009, anche se non è ancora riuscito a colmare il gap generato dalla crisi, raggiungendo quindi volumi ancora leggermente inferiori rispetto a quelli del 2007. A sostenere maggiormente la crescita dell'area cargo è il sistema dei distretti di piccole e medie imprese: in particolare moda, meccanica, oreficeria e automotive. "Quello appena passato è stato il primo anno in cui abbiamo assistito ad una vera ripresa - osserva Alcide Leali, presidente e amministratore delegato di Cargoitalia, la compagnia di bandiera per le merci italiane -. Il Far East e gli Stati Uniti sono tornati a correre e stanno facendo riprendere quota ai nostri distretti produttivi. Il compito nostro è quello di assistere i clienti con il massimo dell'attenzione e della cura. Proprio in una fase delicata come questa, avere un vettore italiano che offre alla logistica più sicurezza a costi inferiori può essere un incentivo in più piccoli imprenditori che si affacciano su nuovi mercati". Il segnale della ripresa dei distretti produttivi è confermato anche dallo stato di salute di Malpensa: lo scalo che serve quasi tutto il Nord produttivo, da solo gestisce il 50% del traffico aereo di merci e ha superato le 400 mila tonnellate. Nella scalo lombardo nel corso del 2010, il traffico merci è cresciuto del 28% rispetto alle quantità export movimentate nel 2009, frutto della ripartenza dei distretti di Bergamo, Brescia, Vicenza, Torino e Milano. Il primo bimestre del 2011 ha registrato un rafforzamento di questa tendenza con le merci export in crescita del 15%. "La nostra esperienza durante tutto il 2010 - continua Leali - ci dice che Corea e Cina rappresentano destinazioni ormai consolidate per il made in Italy: una volta Pechino era quasi inaccessibile a causa dell'elevato protezionismo e delle difficoltà con cui si muovevano le nostre imprese in un mercato così complesso. Oggi una parte considerevole del nostro traffico ha come destinazione proprio Hong Long e Shanghai, diventate mete fondamentali dell'export italiano". Però i numeri dicono che dal risveglio degli Usa dipendono ancora, in gran parte, le sorti della maggior parte delle nostre piccole e medie imprese. " E' vero - conferma il presidente di Cargoitalia - in un anno e mezzo di attività i nostri scali negli Usa sono diventati tre: New York, Chicago e Atlanta e tutti, dopo un 2010 molto soddisfacente, promettono di crescere ancora di più quest'anno". Le aspettative di un 2011 ancora in crescita per l'export delle aziende italiane è confermato da un altro grande pèlayer del settore merci: Emirates sky cargo -. "Dopo un eccezionale 2010 comunque ci aspettiamo un buon 2011 - afferma Danilo Bonfanti, cargo manager di Italy Emirates sky cargo -. La ripresa dell'economia globale e la maggiore richiesta di beni di consumo influiranno ovviamente sul generale andamento del business e quindi anche sui volumi delle merci che verranno interscambiati nel mondo. A livello mondiale la nostra sede valuta una crescita minima del 4%, ma si potrebbe arrivare, in caso di congiuntura favorevole, anche a un più 10% rispetto al 2010. E per l'Italia prevediamo un incremento intorno all' 8%". Aulteriore conferma che il settore dei trasporti, nel suo complesso, è tra i primi a dare segnali di uscita della crisi, arriva anche una ricerca condotta dal corriere espresso Ups, da cui emerge che il 30% delle aziende intervistate dichiare di aver incrementato, nell'ultimo anno, l'utilizzo di questi servizi, mentre il 24% ritiene che nei prossimi 2-3 anni è intenzionato a sfruttarli maggiormente. In entrambi i casi le motivazioni risiedono nell'incremento del numero di clienti nei paesi in cui sono già presenti. di Isidoro Trovato - CorrierEconomia