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14 Mar 2011 - Il terremoto in Giappone


Non se ne vanno gli anconetani che hanno scelto di costruirsi una vita in Giappone. La terra continua a tremare, ma lì - è un'opinione condivisa - non c'è nessun allarmismo. Anzi ad essere allarmati sono i parenti italiani, loro se ne stanno tranquilli in casa e al lavoro, anche con le scosse d'assestamento. Si teme, invece, il rischio radiazioni, ma Tv e giornali nipponici sminuiscono e, in generale, gli anconetani tendono a fidarsi o, per lo meno, a vedere prima com vanno le cosee poi eventualmente decidere per uno spostamento. Un pò preoccupato è Giovanni Capannelli, 49 anni di Ancona, economista e funzionario della Banca mondiale dello sviluppo con sede proprio a Tokyo. "C'ho parlato un'ora fa - dice il fratello Gabriele - e mi ha detto che stanno tutti bene. Effettivamente c'è un rischio per le radiazioni e per questo stanno decidendo se andarsene o meno". Potrebbe tornare in Italia con la moglie giapponese e i suoi tre figli? "No - dice Gabriele - loro hanno una casa a Manila, dove hanno vissuto per tanti anni, nel caso andrebbero a stare l'. Stanno valutando la situazionein questi giorni, dipende anche se possono lasciare il lavoro. E'da vedere, comunque sono molto tranquilli e descrivono una situazione assolutamente senza allarmismi". La mamma di Paolo Capomagi, osimano sposato con una giapponese dalla quale ha avuto un bambino di 9 anni, ha parlato sabato con suo figlio. "Loro vivono a Osaka, dove Paolo lavora in un grande hotel - spiega la madre - e lì non è successo niente. Nenahce ci aveva telefonato dopo il terremoto, perchè non pensava a una cosa del genere. Non si rendeva conto. Per loro è normale, sono abituati ai terremoti". Di andarsene? "No - assicura la mamma - non ci pensano proprio". Umberto Paoletti 40 di Ancona, vive a Yokoama, a 50 km a sud di Tokyo. "Non si vuole allontanare - racconta un parente - è costantemente in contatto con la famiglia e con l'ambasciata italiana. E per il momento non sembra che l'Italia si voglia orientare per un rimpatrio". Paoletti è sposato con una giapponese e ha due bimbe piccole, è ingegnere elettronico e lavora alla Hitachi. "Domani (oggi)- racconta il parente - tornerà al lavoro, anche se hanno detto che ci sarà un razionamento dell'energia elettrica e in casa avranno la luce solo per poche ore. Comunque, non hanno paura del terremoto. Le scosse ci sono sempre e sono abituati, comprese le bambine che dormono serenamente la notte. Ma guardano con attenzione all'evolversi del rischio radiazioni nucleari. Di sicuro non ci pensano proprio a tornare in Italia, a meno che la situazione non dovesse degenerare". di Leila Ben Salah - Corriere Adriatico