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31 Genn - Borsa: Milano "regala" 8 miliardi agli azionisti


Nel 2011 la Borsa è pronta a staccare un assegno da oltre 8 miliardi di euro. Anche quest'anno la differenza tra liquidità assorbita dalle operazioni di raccolta capitali, e quella generata in particolare dalla stacco dei dividendi, approdano ad un saldo positivo a favore degli investitori. Con un balzo in avanti di quasi 2 miliardi rispetto al 2010. Risorse che non necessariamente torneranno imediatamente sul mercato azionario a sostenere le quotazioni, ma dovrebbero contribuire quantomeno a mantenere un clima di fiducia. Il Banco Popolare si è assunto la responsabilità di aprire le danze chiedendo ai propri soci di mettere le mani in tasca e tirare fuori poco meno di 2 miliardi di euro. Risorse necessarie per metterein ordine gli indici patrimoniali del gruppo penalizzati dall'eredità di Banca Italease e della Popolare di Lodi targata Fiorani. Liquidità in arrivo invece per i soci di Snai che grazie all'Opa lanciata dai fondi Investindustrial e Palladio, in caso di adesione, si porteranno a casa poco meno di 150 milioni di euro a cui si aggiungono i 150 incassati dal socio di maggioranza della società delle scommesse sportive. Secondo Patrizio Pazzaglia, responsabile investimenti di Bank Insinger de Beaufort, "nel 2011 le aspettative sono per un ulteriore iniezione di liquidità. Un fatto che potrebbe permettere alla Borsa italiana di recuperare il ritardo accumulato rispetto ai principali listini europei". Imaggiori capitali in entrata nell'anno in corso ancora una volta arriveranno dai dividendi. Sulla base delle stime di consesus sono in arrivo 17,2 miliardi di euro, il 10% in più rispetto al 2010 grazie alla ripresa degli utili. Ma secondo l'elaborazione effettueta da CorrierEconomia, il montante in arrivo nelle tasche degli investitori supererà i 18 miliardi grazie al positivo contributo delle operazioni di acquisto di azioni proprie, e delle Opa, mentre il contributo dei fondi azionari italiani arà ancora negativo. Sul lato della domanda di capitali dopo il Banco Popolare entro il primo trimestre dell'anno dovrebbero partire invece le operazioni di Premafin, Fondiaria Sai e Falck Renewable che insieme valgono oltre 500 milioni. Se questo dovesse essere il ritmo per tutto l'anno, il conto da pagare sarà di circa 10 miliardi di euro. Ma se le stime sono fatte per essere battute nel corso del 2011 potrebbero presentarsi non poche sorprese. Per Pazzaglia saranno però in gran parte positive: "Non escludiamo un dividendo straordinario da parte di Parmalat, così come è lecito ipotizzare una qualche operazione straordinaria che coinvolga Milano Assicurazioni ed Edison. Siamo invece meno preoccupati sul fronte dell'annuncio di nuovi aumenti di capitale. Le operazioni sinora eplicitate erano considerate indispensabili per sistemare la struttura finanziaria ma in tutti gli altri casi, è impensabile che gli azionisti decidano di ricapitalizzare considerato che le quotazioni si trovano su livelli che comporterebbero una eccessiva diluizione degli utili per azione". La speranza è che siano soprattutto le banche a dare il proprio contributo al ritorno della liquidità in Borsa :"Dopo avere tagliato drasticamente i proprii dividendi spiano le condizioni per tornare ad essere generose con i propri azionisti - spiega Mauro Vicini direttore di Wbsim.it -. Almeno questa è l'aspettativa delle fondazioni bancarie che dopo aver partecipato a tutti gli aumenti di capitale degli utlimi 2 anni chiedono ora un premio per i loro sacrifici". di Adriano Barrì - CorrierEconomia.