Le ultime News di Cerioni Casa Immobiliare

20 Dic - Banche: Nuovi esami di riparazione


Non sarà l'anno della riscossa. Eppure il 2011 potrebbe essere un pò meno fosco degli ultimi 24 mesi per il sistema bancario europeo. Ecco perchè gli analisti si attendono qualche segno più di fronte ai dati di performance di un settore che a livello continentale ha ceduto da gennaio il -9,53% (indice Stoxx 600 Banks),mentre in Italia ha registrato addirittura un tracollo del -28,9% (indice Ftse All Share banks), una perdita di quasi tre volte superiore a quella del listino di Piazza Affari. Tra i titoli in pole position per il recupero, secondo gestori e analisti ci sono le italiane Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi e Banco Popolare. Oppure la francese Société Générale, la britannica HSBC, la danese Danske Bank. "Il panorama del settore creditizio resta cupo in tutta Europa, perchè la redditività delle banche è in calo strutturale a causa del bassissimo livello dei tassi di interesse e perchè molti istituti hanno problemi di ricapitalizzazione. Tuttavia per quanto riguarda le banche italiane il deprezzamento è andato oltre la soglia giustificata dalle difficoltà oggettive del comparto", sostiene Gian Paolo Rivano, gestore azionario di Gesti Re. Sulle valutazioni dei nostri istituti hanno inciso infatti in modo determinante i timori legati alla crisi del debito pubblico in Europa, visto che i bilanci tarboccano di titoli di Stato (Btp), giudicati, a torto o a ragione, "rischiosi" dal mercato. " Le banche italiane sono oggi trattate con uno sconto del 35% rispetto alle principali concorrenti rispetto alle principali concorrenti estere. Consideriamo questa svalutazione eccessiva, soprattutto perchè ci sono i margini per un buon recupero di redditività nel 2011", aggiungono gli analisti americani di Citi. Secondo un recente studio dell'istituto newyorkese "il modello di banca della rivolta prevalentemente alle famiglie, tipico del sistema italiano, dimostrerà di essere un importante punto di forza per il settore". Ecco perchè gli analisti americani sovrappesano nei loro portafogli le banche tricolori (al pari di quelle svizzere, austriache e britanniche) e puntano con decisione su nomi come Intesa Sanpaolo e Ubi Banca, "vista la migliore struttura dei bilanci, la solida capitalizzazione e la riconosciuta capacità del management di entrambe". Convinti che "l'effetto domino" della crisi del debito sovrano si fermerà alla Spagna, gli analisti del Deutsche Bank prevedono che "quando la situazionesi stabilizzerà il settore creditizio nel suo complesso potrà crescere anche del 20%". Il parametro del prezzo/valore di libro, oggi schiacciato al di sotto dell'unità, dovrebbe, secondo gli analisti tedeschi, tornare al di sopra di una mediadi 1,3. Il favore di Deutsche Bank cade quindi su Unicredit, un buy cin prezzo-obiettivo a 2,5 euro (oggi circa 1,8), su Société Génerale, ancora un buy con target a 55 euro, sulla danese Danske Bank e sull'elvetica Julius Baer. " Il parametro del prezzo/valore di libro ha aggiunto rapporti incredibilmente bassi sia per Unicredit, a 0,47, che per Intesa Sanpaolo a 0,52. Nel caso di Banco Popolare poi è addirittura sceso a 0,25", sottolinea Rivano. Si tratta di valutazioni "troppo basse rispetto ai fondamentali di questi istituti. Per questo mi aspetto che per entrambi nel 2011 ci potrà essere un margine di rimbalzo compreso fra il 15 e il 20%", afferma. Mentre il Banco Popolare, un titolo più speculativo e maggiormente esposto a problemi di scarsa caputalizzazione "dopo il previsto aumento delle risorse proprie le quotazioni potrebbero salire anche del 30%", conclude. Più cauta, in generale, la previsione degli gnomi svizzeri di UBS che attribuiscono al settore bancario un giudizio "neutral". E che nella scelta dei titoli migliori per il 2011 indicano giganti come la britannica HBSC, la russa Sberbank o la statunitense US Bancorp. da CorrierEconomia