Le ultime News di Cerioni Casa Immobiliare

29 Nov - Borsa: come guadagnare a piccoli passi


La politica della formica può riservare delle belle sorprese agli aspiranti azionisti. Per esempio può farli arrivare senza perdite alla fine di un decennio in cui il bilancio medio dei fondi specializzati sulle Borse è un bel -30%. Mettere in azioni una somma piccola per un periodo molto lungo può mettere al riparo da alcune brutte sorprese. Ma, siccome le Borse di questo autunno incerto, potrebbero essere un campo "neutro" per cominciare un Pac, un piano di investimento a rate, ecco le strategie e i numeri da valutare. Senza nascondere nessuno dei possibili svantaggi abbinati alla tecnica dell'accantonamento. Abbiamo fatto i conti in tasca a due ipotetiche categorie di risparmiatori. I primi hanno cominciato i loro Pac (100 euro al mese) sulle principali categorie di fondi di investimento nell'ottobre 2000. Alla stessa data, altrettanti investitori hanno puntato sugli stessi asset tutto quello che avevano da investire (Pic, investimento in unica soluzione). Al traguardo i Pac, i piani degli investitori-formica, hanno vinto a man bassa in campo azionario. Chi li ha fatti su un fondo bilanciato (cioè su un portafoglio diviso tra azione e bond) ha guadagnato in media di 12,6%. Chi ha optato per un azionario puro è in attivo del 6,15%. I risparmiatori "tutto in una volta", invece, hanno patito la delusione che riflette il decennio perduto delle Borse: l'investimento one shot in un bilanciato tra il 2000 e il 2010 è andato in rosso del 6,5%, mentre sui portafogli azionari è andata molto peggio: -31,3%. Difficile invece dimostrare l'utilità del piano di accumulo in campo obbligazionario: i bond tra il 2000 e il 2010 hanno di gran lunga battuto le azioni. E Pac e Pic sui fondi pieni di bond arrivano a fine corsa in pareggio, con il 26% di guadagno in ambedue i casi. Chi avesse avuto il fegato di cominciare a rateizzare i suoi investimenti azionari nel momento di massimo sconforto mondiale, oggi guadagnerebbe tra il 10 e l'11%, una media calcolata su un campione molto ampio di prodotti, più di 700, di cui 580 fondi comuni tradizionali e più di 100 Etf, i cloni degli indici di mercato quotati in Piazza Affari. Con l'investimento unico, invece, dal 2007 ad oggi l'investimento sullo stesso campione è in rosso del 5-6%. Andando a scorrere i nomi, nei primi tre troviamo l'Etf che segue l'andamento dell'argento: con il Pac il rendimento sarebbe stato del 119%, contro il 38% totalizzato dal pic. Per i fondi tradizionali in pole position ci sono invece i Paesi Emergenti. Il fondo di Anima primo della lista con le rate ha reso il 65%, con il pic solo il 12%. Ma che cosa succede se si sbaglia l'entrata? Si perde. Il Pac può rivelarsi una zavorra se i mercati salgono in modo costante, se quindi mancano le occasioni per rimediare tra i prezzi d'acquisto. Uno studio di Morningstar.it dimostra, per esempio che sottoscrivere un pac tra il 2003 e il 2010 avrebbe portato ad una perdita del 10% circa, mentre chi avesse puntato tutto in Borsa a quella data, quando le quotazioni erano finite in una cantina profondissima, oggi si ritroverebbe con un rendimento positivo del 9%. Posto che le bolle finanziarie si vedono bene solo quando sono scoppiate, non esiste un metodo certo per stabilire quando è saggio cominciare un Pac. A naso, quando i mercati tornano molto indietro e quando ballano senza rivelare direzioni precise come accade da un anno a questa parte, cominciare un piano a rate può essere una buona idea. La politica delle formiche vince più facilmente quando il meccanismo della mediazione dei prezzi può funzionare bene. Secondo il presidente di Assogestioni Domenico Siniscalco i Pac meriterebbero un occhio di riguardo da parte del Fisco. Per invogliare i risparmiatori a utilizzare i fondi come investimenti di lungo termine nel vero senso della parola. Al momento, però, le tasse sono uguali a quelle che si pagano acquistando i fondi in unica soluzione. E chi volesse mettersi a seguire la via della formica deve fare bene i conti anche sui costi. In certi casi i Pac possono rivelarsi traditori. di Giuditta Marvelli e Marco Sabella - CorrierEconomia