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Milano 11 Nov - Debiti e banche spaventano le borse


Dublino come Atene? Lo spettro di una nuova crisi da debito sovrano contro i confini europei ha agitato ieri le Borse continentali. A pagare sono state soprattutto le banche, con la debacle anche di Intesa Sanpaolo e Unicredit in chiusura di giornata, mentre tra i listini europei Piazza Affari registra il secondo perggior tonfo (-2,65%)dopo Atene (-2,78%) contro lo 0,99% lasciato sul campo di Londra. Francoforte ha ceduto l'1% e Parigi l'1,45%, Madrid l'1,68%. I differenziali fra i titoli di Stato irlandesi rispetto ai <> tedeschi hanno toccato il nuovo livello record di 616 punti. Sui massimi anche lo <> dei titoli del Portogallo (468 punti). In Italia, il differenziale tra i Btp a dieci anni e i <> della stessa scadenzaè risultato di 168 punti, dopo un picco a 174 punti, il livello più alto da fine settembre, con un aumento però di soli 20 punti. Sui mercati internazionali il debito di Roma è considerato scuro. L'impatto dell'eventuale caduta del governo Berlusconi <> secondo quanto riportato ieri dall'agenzia americana Bloomberg. Un effetto ben più rilevante dell'uscita di scena del Cavaliere lo si avrebbe invece sulla sua scuderia in Borsa, almeno a giudicare dal crollo del 6,48% di Mediaset ieri nonostante un utile netto in crescita del 4,6% a fine settembre. Dal governatore della Banca d'Irlanda Patrick Honohan, è arrivato l'invito alla calma: i rendimenti irlandesi sono a livelli insostenibili, ma scenderanno e la Bce non taglierà i fondi alla banche irlandesi proprio ora, ha affermato. Ma tra gli operatori è rimasta la sensazione che alcuni Paesi fatichino a rispettare gli obiettivi di risanamento. Quanto alle banche in forte arretramento su tutti i listini, tra i fantasmi evocati ieri sui mercati (dai venditori) c'era quello della crisi del ripetersi della crisi dei mutui, ma sulle performance negative dei titoli europei molto ha pesato l'indiscrezione (smentita) del <> sull'esistenzadi una fantomatica lista di istituti a rischio sistematico messa appunto dal Financial Stability Board. A Milano, Intesa Sanpaolo ha chiuso il ribasso del 5,22%, Unicredit ha perso il 4,61% quest'ultima anche scontando un pò di delusione sui risultati dei novi mesi inferiori alle attese. L'utile netto si è assottigliato di un altro 24,7% a quota 1 miliardo di euro e tuttavia il gruppo di Piazza Cordusio ha mostrato tra le altre cose il più alto indice di solidità patrimoniale tra le banche italiane (il CoreTier1 è all' 8,6% in aumento di 20 punti base); registrato un aumento dell'11,2% delle comissioni nette e una diminuzione del 18,6% delle rettifiche sui crediti. L'amministratore delegato Federico Ghizzoni ha annunciato la presentazione a breve al consiglio di amministrazione di un piano industriale a medio termine: Unicredit non uscirà dalla Germania, intende aumentare i ricavi ad Est. Di Paola Pica - Corriere della Sera