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Bruxelles 8 Nov - Frontiere aperte ad albanesi e bosniaci


Oggi e domani alle ore 10 si terrà a Bruxelles la riunione n.3043 del Giai, il consiglio che raccoglie i 27 ministri degli interni della Ue. Primo punto all'ordine del giorno, la bozza di emendamento al Regolamento Ue n.539/2001 che elenca i Paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso di visto quando varcano i confini esterni, e quelli i cui cittadini sono invece esenti da tale requisito. Frasi in codice, quasi. Quella stessa riunione del Giai dovrebbe infatti abolire l'obbligo del visto per i cittadini albanesi e bosniaci che intendono viaggiare nei Paesi dello spazio definito dagli accordi di Schengen. Cioè in tutti i Paesi Ue, escluse Irlanda e Gran Bretagna e comprese invece Norvegia, Islanda e Svizzera che comunque sono considerate parte dello spazio economico e legislativo della Ue. Formalizzata la decisione politica, la misurà entrerà tecnicamente in vigore alla vigilia di Natale. In due parole: da quel momento i viaggiatori di nazionalità bosniaca e albanese in possesso di un valido passapaorto digitale, come già da prima serbi, macedoni e montenegrini, potranno entrare in un qualunque Paese Schengen senza più dover passare prima alla relativa ambasciata, e potranno trattenersi fino a 3 mesi per un soggiorno di tipo turistico o anche svolgendo un lavoro temporaneo. E' la stessa decisione che nel 2007 divenne operativa per i cittadini rumeni e bulgari, con il ciclone di polemiche che ne seguì per gli sviluppi politici e di cronaca legati alle migrazioni delle comunità Rom, soprattutto in Francia e in Italia.